Come vincere l’orgoglio


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Il termine orgoglio si riferisce ad un forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, unito all’incapacità di ricevere umiliazioni e alla gratificazione conseguente all’affermazione di sé.

 

Cosa significa essere orgogliosi?

L’orgoglio, di per sé, è una caratteristica positiva, serve  a mantenere alto il livello di autostima e ad apprezzare se stessi. Tuttavia un eccesso di questo sentimento può portare ad una degenerazione dei rapporti personali e a creare nell’individuo un senso di isolamento, scavando un vero e proprio abisso tra sé e gli altri.

L’orgoglio eccessivo, infatti, si manifesta molto spesso come un meccanismo di difesa che mettiamo in atto per nascondere le nostre debolezze e mascherare le insicurezze. Finisce quindi per diventare una corazza, un muro invalicabile nel quale imprigioniamo tutte le incomprensioni.

 

In quali situazioni l’orgoglio diventa nocivo?

L’orgoglio diventa nocivo e pericoloso soprattutto all’interno dei rapporti interpersonali. Una persona eccessivamente orgogliosa dimostrerà scarsa empatia, si rifiuterà di ammettere i propri errori e di ritornare sui propri passi. Ciò la farà apparire arrogante e disinteressata e, a lungo andare, porterà le altre persone ad allontanarsi da lei.

L’orgoglio diventa quindi nocivo in alcuni particolari frangenti:

  • Rapporti di amicizia. Nelle relazioni amicali oltre a sostenersi a vicenda, ad empatizzare con l’altro, a condividere passioni e interessi, è fondamentale riuscire a superare le incomprensioni. I malintesi fanno parte del rapporto, ma a volte è sufficiente un chiarimento per risolvere ogni dissapore. Tuttavia una persona orgogliosa difficilmente accetterà di mettersi in discussione. Preferirà aggrapparsi alla consapevolezza di essere nel giusto ed eviterà ogni confronto. Se ti capita di discutere con un amico e rifiuti di fare il primo passo ritenendoti una persona orgogliosa e pretendendo che sia l’altro a chiedere scusa, rifletti sul fatto che questo atteggiamento potrebbe costituire il primo passo verso l’allontanamento reciproco.
  • Relazione con il partner. Si tratta sicuramente del contesto in cui l’orgoglio è maggiormente deleterio. Un rapporto di coppia, infatti, per funzionare necessita di uno scambio comunicativo fluido e continuo. In particolar modo in situazioni di tensione, in cui si manifestano opinioni diverse o emergono litigi e discussioni. La persona orgogliosa, rifiutando di prendere in considerazione le ragioni dell’altro e trincerandosi nel suo personale concetto di “giusto” finirà per danneggiare o addirittura distruggere la relazione. In un rapporto di coppia, l’orgoglio è una delle prime fonti di separazione. In caso di dissidi o incomprensioni. Trovarsi davanti un muro di incomunicabilità può finire per stancare l’altro, costretto puntualmente a fare il primo passo a causa di un partner orgoglioso. Questa mancanza di reciprocità finirà per logorare la relazione, consumando lentamente il livello di sopportazione del proprio/a compagno/a.
  • Ambito lavorativo. Anche nell’ambiente lavorativo l’orgoglio eccessivo non aiuta. L’ambito professionale, infatti, richiede la capacità di mettersi continuamente in discussione, di analizzare il proprio operato con sguardo critico, di prendere in considerazione le opinioni di colleghi e clienti. L’orgoglio ci farà apparire come delle persone poco umili, mal disposte verso gli altri, chiuse e poco propense al dialogo. Difficilmente queste caratteristiche verranno apprezzate in un contesto di lavoro. Se ad esempio ci viene dato un compito da portare a termine e il risultato scaturito verrà giudicato insoddisfacente dal nostro datore di lavoro, l’atteggiamento da utilizzare dovrebbe essere quello dell’ascolto e della comprensione. Capire i propri errori per potersi migliorare. Chiudersi in se stessi, ritenendosi soddisfatti del proprio operato ed impermeabili alle critiche, finirà per arrestare il processo di crescita professionale.

 

L’incapacità di mettere da parte l’orgoglio potrebbe rivelarsi nociva e deleteria per le vostre relazioni,

condannandovi alla solitudine e ad uno stato di profonda insoddisfazione.

 

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Quando a parlare è l’orgoglio: quattro atteggiamenti da abolire:

  • Io non ho sbagliato, aspetto le sue scuse

  • Io sono una persona orgogliosa, non farò mai il primo passo

  • Per quanto mi riguarda sono io ad avere ragione, non mi interessa il punto di vista altrui

  • Io non lo cercherò, se mi vuole sa dove trovarmi

 

Come vincere l’orgoglio?

Avrete ormai capito che l’orgoglio eccessivo può indurre a conseguenze disastrose, sia nella vita privata che in quella professionale. E’ quindi necessario compiere degli step per arginare l’ascendente che esercita su di noi:

  1. Accettare che l’orgoglio eccessivo crea dei seri problemi. La presa di coscienza è sempre il primo passo. Se vi siete riconosciuti nella descrizione di questo articolo molto probabilmente l’orgoglio è per voi un problema da arginare. Le difficoltà relazionai sono il primo campanello d’allarme. Dovrete quindi riconoscere che senza l’influenza negativa del vostro orgoglio vivreste meglio.
  2. Lasciare cadere la maschera e non temere le debolezze. Le fragilità e le insicurezze appartengono all’essere umano per natura. Ammettere i propri errori, riconoscere di aver sbagliato, mettersi in discussione, sono atti di coraggio e non di debolezza. Gli uomini grandi sono proprio quelli che non negano i propri sbagli e sanno assumersene le responsabilità.
  3. Non perdere mai l’umiltà e la comprensione verso gli altri. Il terzo step sposta il focus da noi agli altri. Per costruire qualunque relazione che si riveli duratura, è necessario infatti essere in due, dare spazio all’altro, empatizzare, dimostrare comprensione e apertura verso le opinioni altrui. Smetti di concentrarti solo su te stesso e prova a metterti nei panni dell’altro, a valutare oggettivamente il suo punto di vista, a considerare le sue ragioni. Non dimenticare che per lui le sue motivazioni sono valide tanto quanto le tue lo sono per te.
  4. Esercitarsi a fare un passo indietro, sebbene costi fatica. L’ultimo step sancisce il passaggio dalla teoria alla pratica. Esercitati a mettere da parte l’orgoglio. Dopo una discussione o un presunto torto subito, trova il coraggio di fare un passo indietro, per quanta fatica possa costare. Manda un messaggio di scuse, cerca un chiarimento, sii il primo a iniziare la conversazione. Avrai così modo di spiegare a parole il tuo punto di vista ma, al contempo, darai la possibilità anche all’altro di confrontarsi, evitando che rimangano tra voi incomprensioni sospese. Solo procedendo per tentativi imparerai quanto possa essere liberatorio esprimersi e chiarirsi.

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