Come vincere l’insoddisfazione e svegliarsi felici ogni mattina


Da qualche tempo alzarti la mattina è diventato un peso e il tuo solo desiderio è quello di rimanere a letto?

Non sottovalutare questo stato d’animo! E’ bene analizzare la situazione e compiere le giuste mosse per uscire da questa condizione negativa.depression

L’assenza di stimoli e di motivazioni è strettamente connessa ad un fattore che può facilmente condizionare tutta la nostra vita: l’insoddisfazione.

Ma cos’è l’insoddisfazione?

L’insoddisfazione è un sentimento che nasce dal vedere inappagate le proprie esigenze spirituali o materiali o che si accompagna alla convinzione di non aver fatto abbastanza per attuare i propri proponimenti.

L’insoddisfazione può riguardare diversi ambiti:

  • Sfera affettiva – Sperimentare relazioni sentimentali, amicali, affettive, poco soddisfacenti può alimentare una grande sensazione di disagio, infelicità e frustrazione.
  • Sfera professionale – Il lavoro è uno degli ambiti più importanti per l’essere umano. Vivere una situazione professionalmente svilente o trovarsi temporaneamente senza lavoro, può far nascere un profondo senso di inappagamento e vuoto interiore.
  • Sfera del quotidiano – Questa è forse la sfera più difficile da individuare, la più subdola. Pur sperimentando situazioni affettive e lavorative appaganti, può infatti succedere che la nostra vita quotidiana sia monotona, priva di stimoli e novità che rendano ogni singolo giorno interessante e diverso dai precedenti.

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Cosa determina lo stato di insoddisfazione?

In molti casi ciò che ci rende perennemente insoddisfatti è da ricondurre alla presenza di aspettative eccessive, troppo alte o addirittura irrealizzabili. Queste nascono spesso dal confronto con gli altri e non fanno che peggiorare le cose. Perché la perfezione non esiste e spesso “gli altri” a cui invidiamo un lavoro più gratificante e ben pagato del nostro, non possiedono la nostra stessa soddisfazione in altre sfere della vita. A tal proposito voglio riportarvi un esempio concreto.


A. ha 28 anni e frequenta uno dei miei corsi con la finalità di incrementare la sua autostima. In uno dei primi incontri mi disse che le radici della sua insoddisfazione e del senso di inadeguatezza che si era radicato in lei, erano da ricercare nella sfera lavorativa:

  • Cos’è che ti fa sentire inadeguata? le chiesi.
  • Il confronto con la mia collega, C. Lei è più giovane di me, è arrivata dopo in azienda, e ha già raggiunto un livello superiore. Sa gestire meglio le situazioni e cade sempre in piedi, anche quando commette degli errori. E’ sempre in prima linea quando c’è da fare bella figura con il capo e rimane ore in ufficio anche dopo l’orario di uscita. Io, avendo un bambino, non posso fare gli stessi orari.
  • Se potessi esprimere un desiderio, relativamente a questa situazione, cosa vorresti?
  • Vorrei essere come lei, essere più spigliata e avere più tempo da dedicare al lavoro.
  • Questa C. è sposata? Ha dei figli?
  • No, non ha un compagno.
  • E dimmi, cambieresti la tua vita privata con la sua?
  • No, certo che no.
  • Bene, devi immaginare la vita di ognuno di noi come un puzzle formato da vari pezzi che si incastrano. Lavoro, vita privata, passioni, ogni pezzo si incastra per formare il quadro completo. Non è possibile prendere il pezzo di un puzzle e farlo entrare nello spazio mancante di un altro puzzle. Capisci che il disegno non avrebbe senso. E così sono le nostre esistenze, dei pacchetti chiusi, dove alcuni hanno di più in un ambito e altri in un altro.

A. mi disse che questa breve chiacchierata fu per lei illuminante e che da quel giorno iniziò a guardare C. con altri occhi, senza desiderare ciò che non possedeva, ma concentrandosi sui tanti motivi che aveva per essere felice.


Spero che questo esempio possa esserti utile e possa aiutarti a comprendere che bisogna concentrarsi sul proprio puzzle, dando la giusta importanza ai pezzi che sono a nostra disposizione.

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La premessa quindi riguarda l’accettazione,
la consapevolezza che nessuna vita è perfetta e nessuno di noi potrà mai esserlo se non amandosi per ciò che si è.

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Come uscire da questo stato di torpore? Come ritrovare la forza e l’energia per alzarsi felici ogni giorno?

  • Annullare le aspettative, smettere di darsi obiettivi troppo alti e lontani – Gli obiettivi irraggiungibili hanno un solo scopo, quello di farci sentire inadatti e incapaci! Evitate di pensare troppo in grande.
  • Concentrarsi sul proprio piccolo mondo senza fare confronti – Ogni vita è come un piccolo giardino. Cerchiamo di fare il meglio con i semi a nostra disposizione e senza guardare il giardino del nostro vicino.
  • Fare un elenco di tutte le cose belle che ci sono nella nostra vita – E’ bene non perdere di vista le cose positive che ci aspettano in una giornata: l’abbraccio di un familiare, una serata da trascorrere con un amico, la possibilità di ritagliare dei momenti solo nostri (un bagno caldo, la lettura di un bel libro, una passeggiata)…
  • Procedere un passo alla volta, dandosi dei piccoli obiettivi da raggiungere durante la giornata – Ogni sera prima di addormentarti, scrivi dei piccoli obiettivi per il giorno successivo. Piccoli passi da cui cominciare per rendere la giornata degna di essere vissuta: fare una telefonata, iscriverti ad un corso, andare ad una mostra o ad uno spettacolo, sentire un’amica che non senti da tempo.
  • Mettere in atto un rituale del risveglio  – Infine, ti consiglio di dedicarti delle coccole mattutine: preparare o comprare la tua torta preferita, un bagnoschiuma nuovo che ti attende nella doccia, la musica che ami di sottofondo. Piccoli accorgimenti che renderanno il tuo risveglio un piacevole inizio.

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