Obiettivo per il nuovo anno: raggiungere l’indipendenza.


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Essere indipendenti è una delle principali aspettative inerenti all’età adulta. Tutta l’adolescenza è attraversata da pensieri di indipendenza dal nucleo familiare, dalla pregustazione del momento in cui ci si renderà autonomi dalla famiglia di origine: prendere la patente, avere una casa propria, avere un lavoro, prendere decisioni senza rendere conto a nessuno.

Eppure in alcuni casi questo meccanismo si inceppa e il processo di distacco dal nucleo familiare tarda ad arrivare. Se sei vicino ai trent’anni o li hai superati e vivi ancora a casa con i tuoi genitori, saprai sicuramente di cosa sto parlando. Ci si rende conto quasi all’improvviso di non essere riusciti ad ottenere l’autonomia sperata e i motivi possono essere molteplici. Questa consapevolezza genera spesso frustrazione, senso di fallimento e di sconforto.

Ma cerchiamo prima di comprendere quali sono i motivi che a volte spingono a rimanere così a lungo in famiglia:

  1. Motivi economici – Spesso il desiderio di emanciparsi dalla famiglia di origine è ostacolato dalla possibilità economica di automantenersi. In un periodo storico come quello odierno, in cui le possibilità di lavoro per i giovani sono limitate e spesso inadeguate alle aspettative, non è semplice riuscire a mantenersi in maniera autonoma.
  2. Motivi di comodo – A volte l’idea di rinunciare al supporto che i genitori offrono è foriera di ansie. Tornare a casa e trovare un pasto pronto, i vestiti stirati e la casa in ordine, costituisce sicuramente un incentivo che va ad alimentare la situazione di stallo in cui ci si trova. Ma hai mai pensato a cosa rinunci in cambio di tutto ciò?
  3. Motivi ideologici – Infine ci sono delle componenti culturali ed ideologiche che a volte ostacolano il processo di distacco dalla famiglia. Queste possono essere alimentate dalla famiglia stessa che ritiene ad esempio che una figlia debba rimanere nella casa genitoriale fino al momento del matrimonio.

Nell’articolo di oggi vogliamo aiutare coloro che lo desiderano a raggiungere per questo nuovo anno un obiettivo ben preciso: conseguire l’autonomia dal proprio nucleo familiare.

Lasciare il cosiddetto ‘nido’ per intraprendere la propria strada, ritagliando un posto nel mondo che sia soltanto TUO.

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Come? Ti chiederai. Leggi i nostri consigli per scoprirlo!

  • Indipendenza intellettuale – Al contrario di come potresti credere, spesso l’emancipazione è più una questione mentale che una questione pratica. I genitori sono le nostre principali figure di riferimento fin dalla nascita e il legame che si va a creare, per quanto positivo e bello possa essere, finisce per condizionare molte delle nostre scelte. Imparare a ragionare con la propria testa, a prendere decisioni che non siano influenzate dalle aspettative familiari, comprendere quali siano i desideri più intimi, al di là di qualunque pressione esterna, non è semplice né scontato. Si tratta, al contrario, di un esercizio delicato, che richiede determinazione, autostima, coraggio.
  • Indipendenza ideologica – Se impari a ragionare con la tua testa, a prendere decisioni per conto tuo, potresti scoprire che i tuoi valori, le cose in cui credi e per cui vuoi batterti, si discostano da quelli appresi in famiglia. Non vivere questo come un tradimento, ma come un’affermazione della tua personalità. I tuoi genitori continueranno a far parte di te e tu continuerai a provare verso di loro gli stessi sentimenti positivi, pur credendo in cose differenti e perseguendo valori che sono solo tuoi.
  • Indipendenza economica – Rendersi autonomi a livello economico è sicuramente un passo complesso. Non basta avere un lavoro, bisogna averne uno che garantisca una certa sussistenza, che consenta di pagare un affitto, le bollette, il carburante per la macchina. Purtroppo la situazione italiana attuale non viene sempre incontro ai giovani in cerca di lavoro, insomma…la buona volontà potrebbe non bastare. In tal caso spesso può essere necessario reinventarsi, ritracciare il percorso intrapreso in precedenza, considerare opzioni che si erano scartate. Forse quello iniziale potrebbe non essere il lavoro della tua vita, ma sarà il lavoro che ti permetterà di avercela, una vita. Una vita che sia tua, personale, indipendente, autonoma. Anche l’idea di cercare un’occupazione all’estero può rivelarsi vincente. Così come quella di optare inizialmente per un affitto condiviso, anziché sobbarcarsi il costo di una casa completamente da soli. Ci hai mai pensato?
  • Indipendenza materiale – Infine, l’ultimo tipo di emancipazione è quello strettamente materiale. Quando avrai la possibilità economica di mantenerti, dovrai col tempo imparare a contare solo sulle tue forze. Di cosa potresti aver bisogno? Le competenze pratiche si apprendono facilmente, basta un po’ di buona volontà (e magari qualche tutorial su YouTube) e la cucina così come la biancheria non avranno più segreti per te! Procurati un quaderno per tenere la contabilità, tracciando le entrate e le uscite e, soprattutto all’inizio, cerca di non fare il passo più lungo della gamba. Pian piano imparerai a gestirti al meglio e la libertà derivante dal vivere una vita solo tua ripagherà ampiamente ogni piccolo sacrificio.

La seconda vita comincia quando capisci di averne una sola,

cosa aspetti per trasformare la tua in un capolavoro di cui essere l’unico artista?

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